Sognando il futuro, vi raccontiamo delle nuove viti piantate e dell’albero di olmo…

Un piccolo appezzamento di terra, poco più di un ettaro, con un valore inestimabile per il mio bisnonno Giovanni e per tutta la famiglia.
Mentre mio nonno ci seminava le pesche con mio padre Gino, nel 1995 decisi di seminarci il primo vigneto di Pinot Grigio. Dopo 25 anni, abbiamo deciso di sostituire tutte le piante che sono state colpite purtroppo – con una percentuale piuttosto elevata – dalla Flavescenda dorata*, per evitare il contagio agli appezzamenti circostanti.


Nel disegnare completamente il nuovo vigneto abbiamo colto l’occasione di impostarlo secondo i criteri moderni e attuale di un allevamento sostenibile: con la subirrigazione, che ci consente di risparmiare un’elevata quantità di acqua e soprattutto con la nostra decisione di aumentare la nostra produzione di varietà resistenti di piante piantando Sauvigner Gris**, un vitigno a bassissimo impatto ambientale in quanto non necessita di alcun trattamento.
Nel mezzo di questo appezzamento di terra abbiamo piantato un ALBERO DI OLMO, un dono che spero possa trasmettere alla mia famiglia e a tutte le persone intorno a me un messaggio di speranza, soprattutto in questo periodo difficile: “La natura non ha fretta, eppure tutto si realizza”.
Sono un contadino, conosco perfettamente la pazienza. Per i prossimi 3 anni ci occuperemo di questo nuovo vigneto, sostenendo le nuove piante e aspettando quel momento in cui raccoglieremo i suoi frutti con gratitudine”.

In cantina invece i successi non tardano ad arrivare: scopri qui i tre nuovi vini da vitigni resistenti, annata 2019!

*(malattia che infetta la pianta e la porta al blocco della linfa fino al suo completo collasso)
**(varietà resistente Piwi, incrocio tra Cabernet Sauvignon + Bronner)