I vitigni resistenti

Crediamo moltissimo nei vitigni resistenti. Nonostante oggi la lotta fitosanitaria sia condotta infatti con principi attivi sicuramente più rispettosi dell’ambiente rispetto al passato, la viticoltura resta l’attività agricola maggiormente impattante e la diminuzione dell’utilizzo di anticrittogamici e delle risorse ambientali sono considerate oggi delle priorità in ambito vitivinicolo. Ma cosa sono i vitigni resistenti? Seguendo la strada di molti coltivatori tedeschi, primi tra tutti a coltivarli, questi vitigni, frutto di uno scrupoloso programma di incrocio e selezione di viti di nuova generazione resistenti a peronospora e oidio (NO OGM), permettono di ridurre i trattamenti a 2-3 all’anno e di piantarli anche adiacenti a case e scuole poichè preservano l’ecosistema e consentono una coltivazione sostenibile.

Un'agricoltura ecologica

“Quello dei vitigni resistenti è un progetto che sosteniamo con fiducia, che ci porterà alla realizzazione di vini sostenibili che in vigna hanno subito solo 2 trattamenti annui. Quest’anno, le vinificazioni di questi particolari vitigni a cui ci siamo approcciati, 3 uve bianche (Solaris, Johanniter e Bronner) e un uva rossa ne stanno esaltando le caratteristiche primarie; per i bianchi, profumi lievemente aromatici, esotici e di buona struttura, per il rosso profumi di viola e frutta a bacca rossa come fragoline di bosco e ribes. Ci aspettiamo molto ma molto c’è ancora da fare”. Uve senza pesticidi e vini senza residui, riduzione della manodopera per minor necessità di trattamenti e un conseguente minore utilizzo di macchine e minor consumo di gasolio, con riduzione dell’inquinamento: sono solo alcuni dei motivi e vantaggi connessi alla coltivazione dei vitigni resistenti che rappresentano oggi l’unica strada possibile verso una viticoltura “ecologica” e compatibile con il futuro e con l’ambiente.