Pilzwiderstandfähig, PIWI: più facile di così!

Vitigni resistenti: viaggiamo verso un’agricoltura 100% sostenibile

Se pensiamo che la Vitis Vinifera esisteva già 50 milioni di anni fa ed è arrivata fino ai giorni nostri, resistendo a continui cambiamenti ambientali e climatici, capiamo facilmente che la conservazione della specie è stata possibile solo grazie alla predisposizione naturale di quest’ultima all’incrocio.

Dalla metà del secolo XIX, con l’arrivo dal nuovo mondo della filossera, peronospora e oidio, gli incroci si sono resi assolutamente necessari per evitare l’estinzione della viticoltura per effetto di queste malattie funginee.

Per sconfiggere la filossera, ad esempio, è stato creato un innesto di vite americana con vite europea: il “piede franco” non subisce l’attacco dall’insetto della filossera che di fatto ne distruggerebbe le radici.

Di grattacapi dovuti alla peronospora e l’oidio invece ce ne sono ancora molti, sconfitti solo con dosi massicce di pesticidi chimici in agricoltura convenzionale mentre in campo biologico sono il rame e lo zolfo che aiutano il contadino a dormire sogni tranquilli…ma non del tutto.

L’obiettivo di un produttore di uve biologiche è di mantenere in equilibrio l’ecosistema e di arrivare ad una coltivazione 100% sostenibile e perciò limiterebbe molto volentieri sia il rame che lo zolfo. Un obiettivo, questo, possibile con le PIWI, i vitigni resistenti ai funghi, seguendo la strada di molti coltivatori tedeschi, primi tra tutti a coltivarli, che permettono di ridurre i trattamenti a 2-3 all’anno.

Per i “breeders” con viti selvatiche e/o asiatiche il percorso non è certo stato facile, molti sono stati gli anni e le prove e ora, solo con gli incroci di 4 generazione si è riuscito a ridurre il “foxy” ed a esaltare le caratteristiche europee che siamo abituati e ritrovare nel nostro bicchiere di vino.
“Il vino da uve Piwi è dunque un buon vino? Certamente, tanto quanto un altro vino …sempre che sia stato vinificato da mani sapienti”

Oggi, da consumatori, troviamo con fatica questi vini sugli scaffali dei negozi tanto meno nelle carte vino dei ristoranti, nomi come Bronner, Cabernet Carbon, Cabernet Cortis, Muscaris, Johanniter, Prior, Regent e Solaris sono ancora sconosciuti ma entreranno molto presto nel vocabolario degli eno-appassionati poiché sono molti i produttori che vedono nei PIWI delle valide alternative per ridurre i trattamenti antifunginei, ridurre i passaggi in vigna con mezzi pesanti, ridurre l’impatto ambientale ….più facile di così!

Per scoprirne di più: www.piwi-international.de/it/

Sabrina R.

Un interessante approfondimento su questo argomento c’è stato durante il primo incontro di “allORA BIO“, il nostro progetto che nasce dalla consapevolezza che la scelta rivolta al biologico, intrapresa 35 anni fa, è più che mai attuale e continua a dare grandi opportunità verso un mondo sempre più ecosostenibile. Scopri i prossimi incontri!

 

 

 

Guarda il video della nostra coltivazione di barbatelle

La seguente immagine illustra lo sviluppo effettuato nei primi mesi del 2017 in cui abbiamo piantato 15.200 nuove barbatelle in 4.3 ettari. Le varietà piantate sono Bronner, Monarch, Poloskei, Muscaris, Aromera, Sauvignon Kretos, Johanniter e Solaris. Non vediamo l’ora di ricavarne i frutti!