Nuovi Piwi, vini da vitigni resistenti… sapori e profumi di una nuova era del vino!

Benvenuti nella nuova era dei vini Piwi!

 

Il progetto della Cantina

Ancora nella fase sperimentale, il progetto PIWI della Cantina, partito nel corso del 2017, è iniziato con due approcci distinti: da una parte la realizzazione di un vigneto nel quale sono state impiantate molte varietà PIWI ammesse nel disciplinare Veneto, dall’altra con l’impianto monovarietale di singoli vitigni PIWI selezionati dopo una lunga ricerca per identificare quale vitigno si adattasse meglio al terroir della zona Piave; nei primi mesi del 2017 sono state quindi piantate 15.200 nuove barbatelle in poco più di 4 ettari.
Negli scorsi anni le produzioni, seppur ancora limitate, sono state particolarmente interessanti e promettenti sia da un punto di vista agronomico che enologico e gli studi sui vitigni impiantati si stanno rivolgendo principalmente a queste varietà: Bronner, Sauvignier Gris, Johanniter, Prior. Il primo progetto, quello che segue la collezione di vitigni PIWI autorizzati in Veneto, ha lo scopo di portare alla luce la loro resistenza alle malattie, la possibile riduzione di interventi e a rivelarne le potenzialità enologiche. Con il secondo percorso, che analizza appezzamenti di dimensione maggiore coltivati con monovitigni PIWI, si vuole andare ad indagare nel profondo le potenzialità enologiche delle varietà impiantate. È questo il caso della varietà Johanniter, che potrebbe ricoprire un ruolo importante dal punto di vista spumantistico, del vitigno Bronner, PIWI interessante sia come come vino fermo o adatto all’appassimento, o ancora il Merlot Khorus e Kanthus, vitigni PIWI figli di Merlot da considerare per la produzione di vini rossi.

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Adattamento delle varietà Piwi

Per questi progetti abbiamo deciso di osservare sia vitigni creati dall’Università di Udine, che quelli prodotti all’estero, in particolar modo a Friburgo. Questo per poter meglio comprendere quali fossero i vitigni che meglio si potevano esprimere nel territorio veneto e, più precisamente, nel trevigiano. La scelta di annoverare anche vitigni creati all’esterno nella nostra sperimentazione, risiede nel fatto che molti vitigni dal nome semi sconosciuto in Italia come il Bronner di Friburgo, vantavano genitori noti come Riesling, Pinot Grigio, Merzling e Saperavi, tutti vitigni in grado di stupire per le loro caratteristiche organolettiche e di dar vita a vini emozionanti” spiega Settimo Pizzolato.

Se dal punto di vista enologico le varietà PIWI impiantate stanno dando risultati interessanti, anche in vigneto, fino ad ora, la viticultura dei PIWI ha mostrato più vantaggi che svantaggi. Pur essendo varietà delle quali si conosce ancora poco circa l’adattabilità ai terreni, dimostrano di reagire bene nelle zone dove sono stati messi a dimora rendendoci ottimisti nel percorrere questa via ai più sconosciuta”.

I nostri vini Piwi da vitigni resistenti

Come avviene anche in altri territori, le varietà PIWI danno vita a vini con caratteristiche in parte diverse rispetto alle varietà autoctone. Sono vini generalmente più profumati, con spiccati sentori sia fruttati che floreali, vini dal gusto più intenso e di maggior persistenza.
I vitigni PIWI sono una scommessa e si tratta di una scommessa molto più sostenibile rispetto a quella delle varietà tradizionali. Questi non andranno mai a soppiantare le varietà autoctone, identificative e caratteristiche dei vari territori dove nascono, ma per un mondo dove la sostenibilità assume un ruolo sempre più centrale, rappresentano un valore aggiunto soprattutto per i mercati internazionali, sempre attenti alle novità in ottica sostenibile.

La presentazione al mercato dei nostri vini da vitigni PIWI è iniziata a novembre 2019, con l’uscita del Novello da uve Merlot Khorus e Cabernet Curtis. La linea è stata poi integrata a marzo 2020 da altri tre vini: un rosso da Merlot Khorus, Cabernet Cortis e Prior, un bianco fermo da uve Bronner e un Vino frizzante Pet Nat da uve Johanniter. Scopri qui tutti i nostri vini Piwi della nuova annata!

Ognuno di questi vini rappresenta la tappa di un viaggio in un mondo ancora inesplorato che, siamo certi, segnerà l’inizio di una nuova era. Un viaggio che viene raccontato anche visivamente sulla bottiglia dei vini stessi grazie a delle etichette “parlanti” e da una libellula, ambasciatrice di un agricoltura “pulita” che spiega il nuovo mondo dei PIWI.

Leggi il primo capitolo di questo viaggio nella nuova Era!