Agricoltura sostenibile da vitigni resistenti: il punto della situazione ad oggi. Parola al nostro enologo Luca.

L’obiettivo di un produttore d’uva, che sposa la causa della coltivazione biologica, è quello di mantenere in equilibrio l’ecosistema e di ottenere una coltivazione 100% sostenibile compiendo quotidianamente scelte che si dirigono verso una maggiore salvaguardia dell’ambiente e delle persone che lo abitano. Si utilizzano certamente le tecniche del passato, gli insegnamenti lasciati in letteratura, precedenti all’arrivo dei trattamenti sistemici, ma un contadino “moderno” non può fare a meno di stare al passo con i tempi e alcune volte mettersi a servizio della sperimentazione per valutare da sé metodi alternativi, come ad esempio l’impianto di vitigni resistenti. Anche noi crediamo fermamente in questo nuovo modo di fare agricoltura che abbiamo iniziato a sperimentare diversi anni fa e che si è concretizzato nel 2017.

Ecco ciò che ci ha raccontato il nostro enologo Luca:

Luca, raccontaci da dove siamo partiti?

Il progetto PIWI della Cantina Pizzolato è partito in fase sperimentale nel 2017 con approcci differenti: si è partiti con la realizzazione di un vigneto destinato a numerose varietà autorizzate dalla Regione Veneto, e poi con impianti, decisamente più esigui, di mono varietali, in fase di sperimentazione, per poter procedere con le attività di ricerca e sviluppo, verificandone l’adattamento migliore al terroir della zona Piave e provando alcune micro vinificazioni iniziali. Nei primi mesi del 2017 sono state quindi piantate 15.200 nuove barbatelle in 4.3 ettari.

Negli scorsi anni le produzioni, seppur ancora limitate, sono state particolarmente interessanti e promettenti sia da un punto di vista agronomico che enologico e gli studi sui vitigni impiantati si sono concentrati principalmente su queste varietà: Bronner, Souvignier Gris, Johanniter, Solaris, Prior.
Nel 2018 sono stati aggiunti 5.8 ha di piwi e nel 2019 l’attività si è indirizzata alla migliore caratterizzazione e selezione delle uve e dei trattamenti volti ad ottenere un risultato adatto alle esigenze tecnico/tecnologiche e di mercato. In questo anno sono stati piantati altri 8 ha.
E ciò ha portato il 2019 ad essere l’anno in cui la Cantina Pizzolato ha commercializzato il primo vino da uve PIWI, il Novello Senza Solfiti Aggiunti.

Come è proseguita poi la sperimentazione PIWI?

Nel corso del 2020 sono stati piantati altri 8.5 ha di vitigni resistenti tra varietà a bacca bianca e rossa (arrivando ad un totale di circa 16 ha coltivati). Oltre al Novello Senza Solfiti, ad inizio 2020 sono stati presentati anche altri 3 vini PIWI, un bianco fermo, un frizzante Col Fondo/Pet Nat e un rosso senza solfiti aggiunti. In cantina abbiamo poi concentrato l’attenzione sull’uva Prior, per una vinificazione che esaltasse il suo colore rosa vivace, i profumi e caratteristiche organolettiche.

Cosa ci racconti del nuovo rosato frizzante e dei futuri progetti nel mondo PIWI?

Ad aprile di quest’anno abbiamo commercializzato le prime bottiglie di rosato Frizzante PIWI, annata 2020, rifermentazione in bottiglia con lieviti indigeni da uve Prior. Da subito quest’uva ci ha colpiti per un colore particolarmente vivace e per i suoi profumi intensi e peculiari: fragolina di bosco, melograno e sentori di agrumi, in particolare pompelmo rosa e arancia.
Ad oggi, in cantina stiamo sperimentando in particolar modo con le uve resistenti di Souvignier Gris, attraverso micro vinificazioni che esaltino i tratti distintivi e le caratteristiche del vitigno. Forse un metodo classico PIWI? Stay tuned!